Introduzione

L’esperienza descritta nel Rapporto Finale del Progetto WelComTech, si inserisce coerentemente nel percorso pluriennale avviato da LISS per contribuire fattivamente alla realizzazione di processi di invecchiamento “attivo” nelle nostre comunità, con un particolare accento su uno specifico obiettivo: il sostegno alla domiciliarità dell’anziano.

Sulla base di alcuni fondati presupposti teorici e della consapevolezza della pluralità dei percorsi dell’invecchiamento, che ci inducono a rivedere alcune concezioni e categorizzazioni dell’età senile, il progetto mira a fornire un contributo significativo alla promozione della salute e del benessere, permettendo agli anziani di “rimanere più a lungo possibile” nelle proprie realtà territoriali, salvaguardando il legame di appartenenza ed il radicamento all’interno di una concreta rete di relazioni.

Ciò è facilitato dall’uso di una tecnologia (il dispositivo Lysa), che svolge un monitoraggio “discreto” nei confronti dei comportamenti quotidiani e domestici degli anziani; ma un ruolo cruciale, nella sperimentazione effettuata, è giocato dai tutor di comunità che, formati allo scopo e integrando competenze educative, psico-sociali e tecnologiche, rendono possibile la graduale familiarizzazione degli anziani con la tecnologia, che non rappresenta un corpo estraneo nello scenario domestico, ma diviene fedele alleato della vita quotidiana della persona.

Il rapporto ci fornisce una rappresentazione puntuale e rigorosa degli esiti del progetto, che si dimostra così un ulteriore contributo alla individuazione di modalità innovative per promuovere un “welfare di prossimità”; ritengo rilevante l’esperienza descritta perché essa rappresenta una sfida non solo sul piano operativo, ma anche culturale, tesa a soddisfare un bisogno sempre più evidente di una comunità capace di coesione fra le generazioni.

Pio Enrico Ricci Bitti, Professore emerito Università di Bologna