ll perimetro d’intervento del progetto è pertinente e adatto alla problematica affrontata (spazio funzionale); inoltre tiene conto delle istituzioni nonché dei comprensori interessati dall’attuazione delle misure previste.

Il progetto parte da ricerche condotte su mandato del Consiglio svizzeri degli anziani in collaborazione con i comuni delle tre citate vallate, e con il sostegno del Dipartimento cantonale della sanità e della socialità.

Il progetto risponde quindi a un bisogno rilevato a livello nazionale dal Consiglio svizzero degli anziani e a livello locale da due regioni considerate particolarmente periferiche e a rischio di emarginazione.

Gli ambiti che pongono al centro la vita della persona anziana in cui si prevede di intervenire sono: la valorizzazione e il recupero della presenza sociale e culturale, l’adattamento dei servizi di prima necessità alle mutate condizioni ambientali (in senso economico e tecnologico), il potenziamento della presenza sanitaria in senso preventivo e curativo, l’adattamento di certi sentieri e di alcuni luoghi al bisogno di persone che faticano a spostarsi, l’assistenza per lo svolgimento di pratiche bancarie e amministrative. La tecnologia svolge un ruolo nella misura in cui risponde a esigenze che non riguardano solo la vita mentale della persona, ma si inserisce in un insieme di misure che rendono il territorio compatibile con i bisogni di persone che si confrontano con il crescente stato di isolamento.

Le parti interessate sono chiaramente definite e gli attori chiave sono coinvolti nel progetto. I servizi pubblici interessati dalla realizzazione del progetto sono stati interpellati. Se opportuno, il progetto favorisce la collaborazione con attori non statali.

In primo luogo gli attori al centro del progetto sono le persone anziane che vivono nei comuni del progetto. Queste persone sono state interpellate tramite la citata ricerca nella fase di rilevamento dei dati e nella trasmissione dei risultati.

In secondo luogo sono le autorità comunali, autorità che hanno seguito e sostenuto di progetti preliminari citati in precedenza.

Seguono, certamente non meno importanti:

– Il Dipartimento della sanità e della socialità del Cantone Ticino a livello di Consigliere di Stato e di responsabili dell’amministrazione cantonale;

  • il Consiglio svizzero degli anziani che ha dato mandato al LISS di realizzare la citata ricerca;
  • l’ALVAD (l’Associazione locarnese di assistenza e cura a domicilio) con il direttore Gabriele Balestra, vice-presidente di Spitex a livello nazionale;
  • l’ATTE (Associazione Ticinese Terza Età) della Valle di Muggio con il presidente Giovanni Ambrogini;
  • il prof. Ricci Bitti in qualità di referente scientifico dell’Università di Bologna;
  • il team del Laboratorio di Ingegneria dello Sviluppo di Ponte Capriasca.

Il progetto ha la caratteristica di essere un modello che potrà essere trasferito ad altre regioni del Ticino e della Svizzera.

L’approccio globale che prevede di considerare la persona anziana in rapporto al territorio fisico e culturale in cui vive e in rapporto ai mutamenti demografici e sociali in atto, presuppongono il coordinamento dei servizi pubblici e privato che operano sul territorio.

L’implementazione di una particolare tecnologia di monitoraggio che mira alla permanenza della persona al proprio domicilio il più a lungo possibile, l’assistenza di anziani attraverso nuovi profili professionali(i tutor di comunità), l’adattamento ambientale (servizi, percorsi, contatti intergenerazionali) richiedono la collaborazione dell’autorità politica e amministrativa, la valorizzazione delle risorse locali, lo sviluppo e l’andamento delle competenze tecnologiche, l’animazione e la moderazione dei rapporti sociali

Il Cantone, i comuni e le piccole imprese (negozietti, punti di ristoro, contadini) sono informati.